Marta è una grafica forfettaria di Verona. Usa lo stesso servizio di fatturazione dal 2019 e le fatture le ha sempre trovate lì, già conservate. Il contratto scade a febbraio e ha deciso di cambiare. La domanda che si pone è semplice: dove staranno le sue fatture il giorno dopo?
La risposta passa dal servizio di conservazione gratuito dell'Agenzia delle Entrate, che non dipende dal software e può accogliere anche gli anni più vecchi. Bisogna però farlo nell'ordine giusto e con qualche mese di anticipo. Questa guida segue il caso di Marta, con i numeri, e ne mostra due varianti. Marta e gli altri personaggi sono esempi di fantasia.
Cos'è il servizio e cosa copre
È un servizio di conservazione a norma gratuito per le fatture elettroniche emesse e ricevute che sono transitate dallo SdI. Si raggiunge dal portale Fatture e Corrispettivi, con SPID, CNS o credenziali Entratel, nella sezione «Fatturazione elettronica e Conservazione». Si attiva una volta sola, leggendo il manuale del servizio e sottoscrivendo l'accordo.
L'adesione è della persona che ha la partita IVA, non del software. Questo è il punto che rende possibile il passaggio: cambiando fornitore, l'adesione resta dov'è e non va rifatta. Dal giorno successivo all'adesione tutte le fatture che passano dallo SdI, come cedente o come cessionario, vengono inviate in conservazione in automatico.
Restano fuori le fatture che non sono elettroniche o non sono passate dallo SdI. Se ne parla nel terzo esempio.
Il vecchio servizio: quanto dura quello che hai
I servizi di fatturazione che conservano i documenti lo fanno di solito per la durata del contratto. Alla scadenza può esserci un periodo di sola consultazione: alcuni servizi indicano per esempio 90 giorni dopo la scadenza. Il tuo contratto può dire altro: la prima cosa da fare è leggerlo.
Per questo il passaggio si fa prima della scadenza, quando tutto è ancora scaricabile. Il quadro più ampio, con codice destinatario e numerazione, è nella checklist per cambiare software di fatturazione a fine anno; qui si tratta solo della conservazione.
Le due porte d'ingresso: automatica e manuale
Un documento entra nel servizio in due modi, e la differenza è tutta nella data.
- Recupero automatico alla data di adesione. Aderendo si può indicare una data di partenza anteriore, per recuperare le fatture già transitate dallo SdI. Quella data non può essere anteriore al 1° gennaio del secondo anno precedente a quello dell'adesione.
- Caricamento manuale. Con l'adesione attiva si può chiedere la conservazione anche di fatture con data di emissione coincidente o anteriore alla data di sottoscrizione, caricandole a mano dal portale. Il limite dei due anni non vale qui: riguarda solo il recupero automatico.
Le date da ricordare
Aderendo entro il 31 dicembre 2026 il recupero automatico può partire dal 1° gennaio 2024. Aderendo a gennaio 2027 il limite è il 1° gennaio 2025. Tutto ciò che è più vecchio si carica a mano, senza limiti di anno.
Esempio 1: Marta aderisce a dicembre 2026
Marta ha emesso circa 70 fatture l'anno e ne ha ricevute circa 40 dai fornitori. Il servizio è attivo dal 2019, quindi nell'archivio ci sono sette anni pieni più il 2026 in corso. Il contratto scade a febbraio 2027.
Se aderisce a dicembre 2026 e indica come partenza il 1° gennaio 2024, il 2024, il 2025 e il 2026 entrano da soli. Restano gli anni dal 2019 al 2023, cioè cinque anni da caricare a mano.
| Anno | Documenti (circa) | Come entra in conservazione |
|---|---|---|
| 2019-2023 | 110 l'anno: 70 emesse e 40 ricevute | Caricamento manuale: 2 ZIP per anno, uno di emesse e uno di ricevute |
| 2024-2025 | 110 l'anno | Recupero automatico, con data di partenza 1° gennaio 2024 indicata nell'adesione |
| 2026 | in corso | Recupero automatico fino all'adesione, poi automatica dal giorno successivo |
I numeri del caricamento manuale sono questi: cinque anni per 70 emesse fanno 350 fatture, cinque anni per 40 ricevute ne fanno 200, in tutto 550 documenti. Raggruppati per anno e per tipo, sono 10 ZIP. Marta ne scopre uno più grande del previsto: le emesse del 2021 contengono alcune fatture con un allegato incorporato e il suo archivio supera i 5 MB. Il limite è per file, quindi lo divide in due. I pacchetti diventano 11.
Non li manda tutti insieme. Per prima cosa invia un solo ZIP di prova, il più piccolo, e aspetta l'esito. Il portale risponde entro 72 ore, esclusi i festivi, con la ricevuta di avvio oppure con un rifiuto. Per il suo caso, sapere subito come reagisce il portale vale più della fretta: alcune guide indicano limiti sul numero di fatture per pacchetto, e se il suo ZIP da 70 fatture venisse rifiutato per questo motivo il calcolo cambierebbe. Nel caso peggiore, con pacchetti da 10 fatture, i 550 documenti diventerebbero 55 pacchetti: un lavoro più lungo, ma comunque fattibile in qualche sera.
Il calendario di Marta, a partire da lunedì 30 novembre:
- Dal 30 novembre: scarica tutti gli anni dal vecchio servizio, controlla che gli archivi si aprano.
- Intorno al 10 dicembre: aderisce al servizio, con partenza 1° gennaio 2024, e invia il pacchetto di prova.
- Verso il 15 dicembre: arriva la ricevuta di avvio. Invia gli altri 10 pacchetti.
- Da Natale a metà gennaio: controlla le ricevute di tutti gli invii, riprova quelli scartati.
- Solo a quel punto: disattiva il rinnovo del vecchio servizio e lo lascia scadere a febbraio.
Il 31 dicembre è la scadenza dell'adesione con la data più lontana, non dei caricamenti: gli anni più vecchi si possono inviare anche dopo, a adesione attiva. Meglio comunque non arrivare all'ultimo giorno, perché l'accesso con SPID o CNS e la lettura del manuale vogliono un po' di calma.
Esempio 2: la stessa Marta, ma a gennaio 2027
Se Marta aderisse a gennaio, il limite del recupero automatico salirebbe al 1° gennaio 2025. Il 2025 e il 2026 entrerebbero da soli; il 2024 si aggiungerebbe agli anni da caricare a mano.
| Adesione | Partenza massima | Da caricare a mano | Pacchetti (1 ZIP per anno e tipo) |
|---|---|---|---|
| Dicembre 2026 | 1° gennaio 2024 | 2019-2023: 550 documenti | 10 (11 con lo ZIP diviso) |
| Gennaio 2027 | 1° gennaio 2025 | 2019-2024: 660 documenti | 12 (13 con lo ZIP diviso) |
La differenza, per un archivio di questa taglia, è di 110 documenti e di due pacchetti in più. Non è un ostacolo insormontabile, ma ha un costo di tempo: a gennaio, con il contratto che scade a febbraio, restano poche settimane per aspettare le 72 ore di ogni invio, correggere gli scarti e riprovare. Con un archivio più grande, o con più anni, la differenza pesa di più. La conclusione è onesta e semplice: aderire a dicembre conviene, perché sposta lavoro da fare dal gennaio al dicembre e lascia più margine.
Esempio 3: Giulia, fisioterapista, e le fatture che non passano dallo SdI
Giulia è fisioterapista a Bergamo e in un anno emette circa 120 fatture a pazienti persone fisiche e una ventina a società e studi che hanno bisogno della fattura elettronica. Ne riceve una trentina dai fornitori. Le prestazioni sanitarie a persone fisiche hanno regole proprie: il loro invio non passa dallo SdI.
Il servizio dell'Agenzia, secondo le FAQ, riguarda le fatture elettroniche transitate dallo SdI. Per Giulia questo significa che sono coperte le circa 20 fatture emesse a società e studi e le circa 30 ricevute, in tutto una cinquantina di documenti l'anno. Le 120 fatture ai pazienti no.
Quelle vanno archiviate altrove, in carta o in un servizio privato di conservazione. La scelta dipende dalla sua situazione e dalle indicazioni del commercialista: per questa parte conviene sentirlo prima di cambiare software e prima che il vecchio servizio scada, perché nessun servizio dell'Agenzia se ne occuperà al posto suo. Se il vecchio servizio conserva anche quelle, i file vanno scaricati e messi al sicuro con gli altri.
Lo stesso ragionamento vale per chi ha operazioni particolari o fatture non elettroniche: prima di dare tutto per coperto, si verifica quali documenti sono passati dallo SdI. Il quadro generale è nella fattura elettronica per liberi professionisti.
La sequenza in sei passi
1. Scarica tutto, prima della scadenza
Dal vecchio servizio si scaricano gli XML (o i P7M) di emesse e ricevute, le notifiche dello SdI se servono e gli eventuali «file conservati», che in alcuni servizi si scaricano a parte. Molti servizi limitano i download, per esempio a 400 fatture per volta: si procede anno per anno e per blocchi. Poi si controlla che gli archivi si aprano e che il numero di file corrisponda al report.
2. Aderisci al servizio dell'Agenzia, con la data più lontana
Dal portale Fatture e Corrispettivi, sezione «Fatturazione elettronica e Conservazione», si legge il manuale e si sottoscrive l'accordo. Nel campo della data di partenza si indica la più lontana consentita: a dicembre 2026 è il 1° gennaio 2024.
3. Carica a mano i file più vecchi
Il percorso descritto dalle guide è: Fatture e Corrispettivi, Fatturazione elettronica e Conservazione, riquadro «Conservazione», «Nuovo invio in conservazione», «Fai una nuova richiesta di conservazione». I menu possono cambiare, quindi da controllare sul portale. Si caricano XML, P7M o ZIP, anche con più fatture. Il sistema verifica che il codice fiscale o la partita IVA di chi carica compaia nella fattura. Un file con data successiva alla data di adesione viene respinto, perché quelle fatture sono già conservate in automatico.
4. Controlla ricevute e scarti
Per ogni file il portale genera una richiesta di conservazione e controlla formato (schema XSD), integrità della firma o del sigillo quando presenti, e dimensione. Entro 72 ore, esclusi i festivi, arriva la ricevuta di avvio del processo di conservazione oppure un rifiuto. Se i controlli non passano lo stato è «Scartato» e sono riportati i motivi: si corregge e si rinvia. Si scarta anche un file più grande di 5 MB, per cui si divide l'archivio in due.
5. Solo a quel punto, lascia scadere o disdici il vecchio servizio
Quando ogni ricevuta di avvio è arrivata, si può disattivare il rinnovo e lasciare scadere il contratto. Come individuare l'impostazione e la differenza tra disdetta e recesso sono nella guida sul rinnovo automatico del software di fatturazione.
6. Importa lo storico nel nuovo software
Questo passaggio è indipendente dai precedenti. Importare gli XML nel nuovo software serve a consultare e a lavorare con lo storico: non conserva nulla ai fini di legge. In Pazienza si fa da Impostazioni, Importa storico, con gli XML di emesse e ricevute; le emesse entrano già consegnate, senza consumare crediti.
Quanto dura e come si esce
Secondo il manuale del servizio, le fatture sono conservate per 15 anni dalla data di avvio del processo di conservazione, anche in caso di mancato rinnovo, recesso o risoluzione, se non è stata chiesta la restituzione completa. L'obbligo di legge per le scritture fiscali è di 10 anni; per i dettagli normativi si chiede al commercialista.
Dal portale si possono richiedere le fatture conservate, in un pacchetto di distribuzione con le fatture e i file di conservazione. In caso di recesso si può chiedere l'export completo in un formato interoperabile. Se un giorno si volesse passare a un altro conservatore, il trasferimento modifica la data di conservazione dei documenti: è un dettaglio da tenere presente.
Il manuale è del 1° luglio 2018. Le procedure possono essere cambiate nel frattempo: prima di agire si controlla il portale.
Riepilogo: cosa si conserva, come e quando
| Tipo di documento | Come si conserva | Quando |
|---|---|---|
| Fatture dello SdI dopo l'adesione | Automatica, emesse e ricevute | Dal giorno successivo all'adesione |
| Fatture dello SdI fino a due anni prima | Recupero automatico, con la data di partenza indicata | Al momento dell'adesione; limite 1° gennaio 2024 se si aderisce entro il 31/12/2026 |
| Fatture dello SdI più vecchie del limite | Caricamento manuale di XML, P7M o ZIP (max 5 MB per file) | Dopo l'adesione, prima della scadenza del vecchio servizio; esito entro 72 ore |
| Fatture non passate dallo SdI (per esempio sanitarie a persone fisiche) | Non coperte: altro archivio, cartaceo o privato, da concordare con il commercialista | Da decidere prima di cambiare software |
La checklist con le date
| Quando | Cosa fare |
|---|---|
| Entro metà novembre | Leggere il contratto del vecchio servizio: scadenza, periodo di consultazione, rinnovo. Decidere come archiviare i documenti che non passano dallo SdI. |
| Entro il 30 novembre | Scaricare XML, eventuali file conservati e notifiche di tutti gli anni. Controllare che gli archivi si aprano. |
| Entro metà dicembre | Aderire alla conservazione dell'Agenzia con partenza 1° gennaio 2024. Inviare un pacchetto di prova degli anni più vecchi. |
| Entro il 31 dicembre 2026 | Ultimo giorno utile per aderire con il limite del 1° gennaio 2024. Inviare gli altri pacchetti. |
| Entro metà gennaio 2027 | Controllare tutte le ricevute di avvio, correggere e rinviare gli scarti. |
| Prima della scadenza del contratto | Disattivare il rinnovo, importare lo storico nel nuovo software, lasciare scadere il vecchio servizio. |
Le date sono quelle del caso di Marta con adesione a dicembre 2026: se il contratto scade prima, si anticipa tutto di conseguenza.
Pazienza
Se stai valutando un'alternativa
Pazienza non è un conservatore: la conservazione si fa con il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate, come spiegato in questa guida. Per lo storico di lavoro, Pazienza importa gli XML di emesse e ricevute da Impostazioni, Importa storico. Chi apre un account entro il 31/12/2026 ha 6 mesi di licenza e 250 crediti fattura, poi si parte da 18 €/anno + IVA.
Domande frequenti
Posso portare nella conservazione gratuita anche le fatture del 2019?
Quali file si possono caricare a mano?
Quanto si aspetta per sapere se il caricamento è andato a buon fine?
Le fatture sanitarie emesse a persone fisiche sono coperte?
Per quanto tempo l'Agenzia conserva le fatture?
Conviene aderire a dicembre o aspettare gennaio?
L'adesione resta valida se cambio software di fatturazione?
Importare lo storico in Pazienza vale come conservazione?
Fonti e verifica
Procedure e date sono quelle pubblicate dall'Agenzia delle Entrate e consultate a ottobre 2026: prima di agire conviene confermarle alla fonte. Il manuale del servizio è del 1° luglio 2018 e le procedure possono essere cambiate. I percorsi del portale per il caricamento manuale sono quelli descritti dalle guide di settore: da controllare sul portale.
- Agenzia delle Entrate: servizio di conservazione elettronica (con il Manuale del servizio di conservazione delle fatture elettroniche del 1° luglio 2018 e le FAQ)
Altri approfondimenti: cambiare software a fine anno, rinnovo automatico del software di fatturazione, guida alla fattura elettronica per liberi professionisti, prezzi di Pazienza, 6 mesi gratis.